Ubisoft ha ufficialmente cancellato il remake di Prince of Persia: Le sabbie del tempo, a lungo rimandato, ponendo fine a un progetto che era diventato emblematico delle recenti difficoltà dell'editore. La decisione fa parte di una più ampia ristrutturazione dovuta a gravi difficoltà finanziarie, che stanno costringendo l'azienda a chiudere studi, licenziare personale e tagliare o ritardare diversi giochi del suo portafoglio.
Annunciato originariamente nel 2020, Prince of Persia: The Sands of Time Remake è stato immediatamente criticato per la qualità visiva e i valori di produzione, seguito da ripetuti ritardi e da un cambio di studi di sviluppo principali. Nonostante le rassicurazioni fornite da Ubisoft nel corso degli anni sul fatto che il progetto fosse ancora vivo, l'editore ha ora confermato che lo sviluppo è stato completamente interrotto. Il remake è uno dei sei giochi cancellati a seguito di una revisione interna dei progetti in corso, nel tentativo di Ubisoft di ridurre i rischi e contenere i costi.
La cancellazione arriva in un contesto economico difficile per l'azienda. Ubisoft ha annunciato un deficit operativo di circa un miliardo di euro entro il 2026, una cifra che evidenzia la profondità delle sue sfide finanziarie. Ciò avviene nonostante le significative misure di riduzione dei costi già attuate, tra cui la riduzione delle spese, la riduzione del personale e delle uscite. Secondo l'azienda, le vendite più deboli del previsto dei titoli recenti e l'aumento dei costi di sviluppo hanno eroso la redditività e costretto a una ristrutturazione strategica.
Nell'ambito di questa ristrutturazione, Ubisoft sta chiudendo diversi studi di sviluppo e procedendo a ulteriori licenziamenti, che si aggiungono alle perdite di posti di lavoro annunciate negli anni precedenti. I dipendenti hanno anche ricevuto l'ordine di tornare a lavorare in ufficio con maggiore frequenza, una mossa che, secondo la direzione, mira a migliorare il coordinamento e l'efficienza, ma che è stata accolta con critiche interne. Queste misure riflettono la crescente pressione esercitata sull'editore per stabilizzare le sue operazioni in un mercato dei giochi altamente competitivo e volatile.
Ubisoft sta anche riorganizzando le modalità di sviluppo dei suoi giochi. L'azienda intende riorganizzare i suoi team in cinque cosiddette "case creative", ognuna responsabile della supervisione di franchise e generi specifici. Questo modello è stato progettato per semplificare il processo decisionale e concentrare le risorse sui marchi più preziosi e affidabili di Ubisoft, tra cui Assassin's Creed, Far Cry e Rainbow Six. I progetti più piccoli o più rischiosi, in particolare quelli con cicli di sviluppo prolungati, hanno meno probabilità di sopravvivere con questa nuova struttura.
Parallelamente, Ubisoft ha dichiarato che continuerà a investire in tecnologie come l'intelligenza artificiale generativa, che ritiene possano contribuire a ridurre i colli di bottiglia della produzione e a migliorare l'efficienza in aree come la creazione di risorse e i test. I critici, tuttavia, sostengono che i soli investimenti tecnologici non risolveranno i problemi più profondi legati alla direzione creativa, alla gestione dei progetti e alla saturazione del mercato.
Per i fan, la perdita di Prince of Persia: The Sands of Time Remake è particolarmente simbolica. Il gioco originale del 2003 è ampiamente considerato un classico e il suo travagliato remake è diventato un segno visibile delle difficoltà interne di Ubisoft. La società ha dichiarato che il marchio Prince of Persia non è stato abbandonato. Tuttavia, al momento non sono stati annunciati piani per un nuovo ingresso nella serie, nonostante il successo di The Rogue Prince of Persia e Prince of Persia: The Lost Crown, due giochi che hanno adottato un approccio diverso al franchise e che possono essere acquistati al miglior prezzo con il nostro comparatore.
In prospettiva, Ubisoft si trova ad affrontare un periodo critico nel tentativo di ripristinare la stabilità finanziaria e ricostruire la fiducia di giocatori, investitori e dipendenti. La cancellazione di progetti di alto profilo e la portata della ristrutturazione sottolineano quanto siano cambiate radicalmente le condizioni di uno degli editori più importanti del settore e quanto sia ancora incerto il suo futuro a breve termine.
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